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Cosa è il PSC

  • E’ lo strumento di pianificazione dell’intero territorio comunale che definisce le scelte strategiche, per il governo del territorio, a medio e lungo termine. Il PSC sostituisce il Piano Regolatore Comunale (PRG) e traduce, in termini territoriali, il progetto strategico di città, di definizione del ruolo della città e gli obiettivi e le azioni per conseguirli.Secondo la definizione della Legge Regionale Urbanistica n.19 del 2002, art. 20, “il Piano Strutturale Comunale (PSC) definisce le strategie per il governo nell’intero territorio comunale, in coerenza con gli obiettivi e gli indirizzi urbanistici della Regione e con gli strumenti di pianificazione provinciale espressi dal Quadro Territoriale Regionale (QTR), dal Piano Territoriale di Coordinamento provinciale (PTCP) e dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI)”.E’ uno strumento che mira a preservare e a tutelare le risorse e il paesaggio urbano e rurale, l’identità culturale ma ha anche il compito di individuare, attraverso scelte sostenibili, le opportunità di sviluppo economico e sociale, la realizzazione e gestione coordinata dei servizi pubblici, le politiche per la casa e per le attività economiche nei Comuni.

    L’idea di un piano urbanistico generale composto da due distinti strumenti, uno a carattere strutturale (che si attua attraverso la cosiddetta pianificazione strategica) e l’altro a carattere operativo, comincia a farsi strada già all’inizio degli anni ’90 nel momento in cui emersero con assoluta evidenza i limiti e le inadeguatezze del modello di pianificazione vigente. Il Piano Regolatore Generale (PRG) era stato, infatti, ideato in condizioni storiche, sociali ed economiche completamente diverse, pensato per governare i processi di crescita urbana espansiva, ma assolutamente inadeguato al governo della riqualificazione urbana e soprattutto scarsamente permeabile ed aperto alle nuove crescenti esigenze derivanti dall’emergere delle tematiche ambientali e dalla necessità di avviare processi di sviluppo sostenibile.

    Anche la Calabria, con la Legge regionale n.19 del 2002 ha intrapreso il difficile percorso di una nuova strumentazione urbanistica, sostituendo il vecchio PRG con il nuovo Piano Strutturale Comunale.

    In ottemperanza alla disposizioni previste dalla Legge Regionale Urbanistica (n.19/2002), tutti i Comuni della Calabria si sono avviati al percorso diretto alla definizione delle nuove regole di governo del territorio attraverso l’approvazione del PSC. La su richiamata Legge raccoglie in se le più importanti innovazioni urbanistiche emerse negli ultimi anni anche dalle esperienze maturate nelle altre regioni, nonché dal dibattito tecnico e dottrinale formatosi sulla materia. E’ una legge volta essenzialmente a ridefinire i contenuti e le procedure di formazione degli atti di pianificazione territoriale, nonché il quadro delle relative competenze spettanti in materia alle Regioni, Province e Comuni, anche alla luce del nuovo ordinamento della autonomie locali nonché alla evoluzione della cultura e della tecnica urbanistica in materia di pianificazione e sviluppo del territorio.

    Nello specifico, per ciò che concerne le competenze riservate ai Comuni, si può affermare che questo nuovo strumento urbanistico ribadisce e rafforza il ruolo del Comuni nella gestione del territorio attraverso una nuova disciplina che si fonda su principi innovativi sia sotto il profilo di contenuti che procedimentali.

    Dal punto di vista contenutistico la principale innovazione è la sostituzione della tradizionale zonizzazione con la suddivisione del territorio in: a) urbanizzato, b) urbanizzabile, c) agricolo-forestale, oltre alle aree standard idonee qualitativamente in termini di accessibilità, fruibilità e sicurezza.

    Anche in termini procedimentali la Legge Regionale Urbanistica sostituisce la tradizionale procedura divisa in due fasi (adozione e successiva approvazione da parte della regione e provincia) con l’elaborazione di un progetto preliminare sul quale viene chiamata a pronunciarsi l’intera collettività in tutte le sue espressioni: istituzionali, sociali, professionali e culturali.

    Il PSC prevede la classificazione del territorio in ambiti, a partire da una valutazione dello stato di fatto del territorio stesso e delle dinamiche economiche e sociali. Per ogni ambito il PSC definisce i requisiti da soddisfare in termini di eventuale espansione, di nuove funzioni e servizi o opere pubbliche e di criteri di qualità per il recupero urbano.

    La Legge urbanistica della Calabria disegna il seguente sistema di pianificazione a scala comunale:

    ° Piano Strutturale Comunale: sostituisce il vecchio PRG e interessa l’intero territorio comunale; ha valore a tempo indeterminato; oltre che strumento urbanistico a carattere normativo- regolativo è anche uno strumento di promozione dello sviluppo locale (a carattere strategico) e di indirizzo ed orientamento per quanto riguarda l’assetto del territorio (carattere strutturale).

    ° Regolamento Edilizio ed Urbanistico. E’ strumento annesso e quindi integrato e complementare al PSC; esso ha carattere normativo -regolativo;

    ° Piano Operativo Temporale. Rappresenta una innovazione sostanziale della nuova legge urbanistica. E’ un Piano a carattere operativo – programmatico ed ha validità limitata ad un arco di cinque anni.

    ° Piani Attuativi Unitari. Sono strumenti di dettaglio ma non sono strumenti meramente esecutivi in quanto non si limitano a “dettagliare” le rigide previsioni del piano strutturale, ma possono “interpretare” le norme meno rigide e più flessibili dettate dal PSC.

    ° Comparti Edificatori. Sono strumenti di attuazione e controllo urbanistico del PSC del POT e dei PAU.